Le parole per comprendere la pandemia

Da pandemia a pandemonio, lo abbiamo capito, ci vuole poco. La differenza – a nostro avviso – la fa il grado di comprensione di ciò che da mesi sta accadendo e che ancora andrà ad accadere. In questa comprensione rientra anche la reale consapevolezza del perché ci vengano imposti – tramite gli ormai epici DPCM – divieti e regolamentazioni. Dal primo giorno di emergenza siamo stati bombardati di dati e parole, tante parole. Sembrerebbe che tutte queste parole cruciali siano ormai note e familiari a ciascuno di noi, ma – a giudicare da ciò che vediamo da ieri, 4 maggio – diremmo che noto non equivale a rispettato. Che cosa vediamo? Città che si sono riempite di gente – anche danzante, come abbiamo visto in un video girato a Milano – che si muovono come se nulla fosse! Allora, forse, risulta necessario un ripassino del vocabolario di questa emergenza – da assembramento a sanificazione – così da fermarci tutti a fare un’analisi di quanto responsabili o avventati siamo ad oggi.

C come congiunti. Fidanzati solo se con anello?
C come congiunti. Fidanzati solo se con anello? ph © Manuela di Pisa

Questo ripassino ve lo presento nella forma del mio ultimo articolo su .itPalermo:

<<La fase 2 l’abbiamo tutti attesa e immaginata. Sicuramente non come poi alla fine ci è stata prospettata dal DPCM del 26 aprile. Condividerne o meno le motivazioni passa in secondo piano rispetto al comprendere chiaramente la lingua che dovremo praticare ancora almeno fino al 17 maggio. Leggendo il DPCM del 26 aprile, le parole di questa lingua – il vocabolario della pandemia – risultano già note in buona parte. Non può far male, però, individuare i termini principali e rifletterci insieme, così da attraversare questa seconda fase con consapevolezza.

Dentro il vocabolario della pandemia

Assembramento, la base del vocabolario della pandemia

Protagonista eccellente già in fase 1, è stata fulcro di gaffe surreali, laddove confusa con assemblamentoIl divieto di assembramento equivale a non raggrupparsi, non fare capannelli, non soffermarsi sul marciapiede a chiacchiere di zu’ Pino e cummari Rusidda. Togliere al Palermitano di una certa età il diritto a raccogliersi insieme ad altri coetanei dinanzi un cantiere attivo è criminale. Nessuno ne ha parlato, nessuno ha osannato il loro sacrificio, ma loro esistono: i pensionati palermitani privati della facoltà di dire “io u facissi megghiu!”. Propongo che tutti i professionisti edili, di ogni mansione e livello, facciano un minuto di silenzio ad ogni apertura di cantiere, in loro omaggio!

Attività motoria/sportiva

Italiani, popolo di runner. E i Palermitani non si sono dimostrati da meno. Non si erano mai viste tante scarpe da jogging circolare per la città come in questa pandemia. Alcune a passo agile – segno di esperienza acquisita; altre a passo strascicato – segno di furbesca mistificazione. Come criceti sulla ruota, in molti hanno allargato il concetto di isolato, ma lo hanno comunque rispettato. Altri si sono trovati – sicuramente per distrazione – nel comune limitrofo. Nel vocabolario della pandemia in fase 2, questa parola – anzi quest’attività – riceve un raggio più ampio di applicazione. Così, forza, tuti a correre per sentirsi liberi!

Comprovate

Aggettivo poco praticato in una Regione dove è prassi la soggettività dell’interpretazione normativa a forza di fantomatiche pezze d’appoggio. Ecco, quindi, che le autocertificazioni hanno rivelato il livello di autarchia decisionale umana. Se qualcuno dichiara che la motivazione del proprio spostamento è non fare scaricare la batteria dell’auto, capiamo quanto soggettivo diventi il concetto di necessità. In linea generale, comprovate esigenze non vuol dire “siccome per me è giusto/necessario, lo faccio”; vuol dire convalidato da prove reali. Ma qualcuno dirà: non è forse prova reale che, se l’auto sta ferma, la batteria si scarica?

Congiunti nel vocabolario della pandemia

Ovvero, gli affetti stabili. Ospite d’eccellenza nel vocabolario della pandemia in fase 2, termometro di relazioni. Ma anche generatore di potenziali discussioni familiari – laddove si scegliesse di far visita ad alcuni congiunti e ad altri no. Alla lettera, per congiunti si intendono le persone a noi unite (con-giunte) da relazioni familiari dirette (dove scorre del sangue in comune). Ma anche quelle indirette (quelle che il sangue a volte ce lo fanno un po’ amaro, tipo suocere, cognate, etc.) E i fidanzati? Gli amici? Lo diciamo subito:negli affetti stabili – almeno fino a questo momento – non c’è spazio per gli amici. Magari di voi sanno più di vostra madre, prima della pandemia eravate un tutt’uno, ma niente: non è tempo di congiungersi con gli amici. I fidanzati, sì, quelli entrano nella sfera del “congiungimento da fase 2”. E le fidanzate, soprattutto.

E ancora e ancora e ancora altre parole da ripassare insieme!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.