Bufale da virus: quando il contagio della stupidità cresce con la pandemia

I maggio: nuovo mese, nuova fase dell’emergenza covid-19 alle porte. Se, attualmente, sul territorio nazionale il numero di contagi giornalieri da nuovo coronavirus è in significativo calo, c’è un’epidemia che, invece, non accenna ad allentare la presa. Quale? Quello da bufale, da disinformazione, da malafede comunicativa. Ne abbiamo viste tante, di bufale, alcune semplicemente ridicole, altre pericolose. Com’è possibile – ci chiediamo – che tanta gente abdichi alle proprie facoltà cognitive e creda in qualsiasi notizia gli venga propinata? Come può la sindrome da inoltra attecchire così tanto? Per capirne qualcosa di più, ho voluto dedicare all’argomento bufale il mio ultimo articolo su .itPalermo.

Bufale in libertà

<<Le abbiamo commentate allibiti con gli amici nelle ormai quotidiane chiacchierate virtuali di gruppo. Le abbiamo cancellate con stizza dalle chat di WhatsApp, ormai in automatico, senza nemmeno leggerle, allenati a intercettarle quasi dall’odore. Ci sono state rigirate persino da persone che riteniamo intelligenti o da altre che rivestono cariche pubbliche di un certo rilievo. Infettano il mondo, non solo l’Italia, e trovano – incredibilmente – terreno fertile nei social e nelle moderne catene di Sant’Antonio. Di cosa stiamo parlando, vi chiedete? Della bufala, anzi delle bufale da virus. L’orda di false notizie che, persino e anzi soprattutto, in periodi di grande crisi godono nell’infettare di un virus veramente allarmante, quello dell’ignoranza. Vogliamo raccoglierne qui una piccola collezione, ma non perché voi andiate spargendole ancor di più. Per riflettere insieme, piuttosto, su quanto facile sia dar spazio alla stupida irrazionalità, quando invece dovremmo riflettere di più.

Bufala a chi?

Quella da covid-19 è una pandemia, ovvero uno stato di pericolo sanitario planetario. È naturale che un simile stato crei nella popolazione un altrettanto stato di allerta psicologica, connesso con un medio-alto livello di paura. Ed è, ancora, naturale che questa paura – in una fetta di popolazione – diventi ansia. Possiamo quindi dire che preoccupazione ed ansia procedano in parallelo alle evoluzioni della pandemia. In una sorta di equilibrio fisiologico, diremmo in linea con l’evoluzione della specie, la paura spinge a proteggersi, proteggersi aumenta le possibilità di sopravvivere. Tutto perfetto fino ad ora. Ma poi arriva lei, la componente bizzarra e malevola, quella che spezza il senso fra paura e sopravvivenza. Quella creata ad arte umana per rendere la paura irrazionale e farne canale di follia comunicativa. E la bufala è servita. Non aspettatevi, naturalmente, un bel piatto di mozzarella, né una bovina che appaia a pascolare nel vostro balcone.

All’origine delle bufale da virus

Notizia clamorosamente infondata, errore madornale: così la troviamo definita sul sito dell’Accademia della CruscaCreata appositamente per ingannare le persone e sobillare in loro ansietà e sdegno – aggiungiamo noi. Eh sì, perché la bufala non è un errore in buona fede né una conclusione esatta partita da premesse sbagliate.È proprio l’intenzione di prendere in giro, di manipolare, di stravolgere. Il suo bersaglio sono le menti suggestionabili. Non sentitevi al sicuro, però, se vi ritenete – generalmente – immuni dalle manipolazioni e quindi anche dalle bufale da virus. Tutti possiamo diventare manipolabili, in condizioni straordinarie di fragilità. E una pandemia lo è, non credete? Allora sediamoci qualche minuto e parliamone con calma. Iniziamo dall’origine del termine, che già la dice lunga. Nasce a Roma, durante la Seconda guerra mondiale. Un periodo di povertà diffusa, in cui molte donne non potevano permettersi scarpe con suole di cuoio, sostituite allora dalla pelle di bufala.>>

Il resto è davvero interessante…

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