Medici illustri della storia palermitana, eroi silenziosi oltre le cronache

Dopo aver scritto l’articolo su alcune delle epidemie storiche che hanno colpito Palermo nel corso della sua storia, ho dovuto continuare a soddisfare una curiosità. Quale? Quella di capire chi fossero i personaggi che prestano il nome agli ospedali di Palermo. La curiosità mi è sorta nel venire a conoscenza – in quell’articolo – della rilevanza medica di Gian Filippo Ingrassia. E non è stata delusa dalle mie ricerche su altri due nomi d’ospedale: Cervello e Albanese. Il primo, forse in modo buffo, fa riferimento ad una persona e non all’organo umano; come il secondo, che non fa riferimento ad una provenienza geografica! Ecco perché i protagonisti del mio nuovo articolo su .itPalermo sono Vincenzo Cervello, farmacologo, ed Enrico Albanese, chirurgo. Ed è un omaggio sincero e grato a tutti i medici e gli infermieri che con ogni risorsa ed ogni stilla di volontà da settimane combattono per noi.

<<In queste lunghe settimane di pandemia da coronavirus, è fortemente balzata agli occhi di tutti noi una veritàIl contributo fondamentale di medici ed infermieri nella guerra contro un infido nemico è arma fondamentale. Eroi silenziosi, reggono in mano il destino di questa nostra Italia come di ogni altra Nazione nel mondo. Come guerrieri in prima linea, agiscono proprio sotto il fuoco avversario. Siamo certi che – nelle cronache storiche future dell’umanità – a loro sarà dedicata ampio spazio. Dovremmo considerarla una novità di quest’era pandemica? O forse ai medici è sempre toccato un compito vitale per la storia umana; vitale quanto – forse – sottaciuto? Lo abbiamo già imparato con Gian Filippo Ingrassia, d’altronde. Lascerò che siate voi a decidere, presentandovi la storia di altri due medici illustri della storia palermitana. Il nome di entrambi difficilmente lo troverete sui libri di storia!

Medici illustri della storia palermitana

Enrico Albanese e la sua doppia campagna

Iniziamo questa nostra incursione fra i medici illustri della storia palermitana con Enrico Albanese (1834-1889). Se il suo nome risulta fra le cronache storiche, è per il suo legame con Garibaldi e le spedizioni per l’unità d’Italia. Albanese, infatti, è colui che potremmo definire il medico personale di Garibaldi. È lui a curare le numerose ferite in battaglia del generale, su tutte quella alla gamba resa famosa dalla canzoncina “Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba”. In piena battaglia, il 29 agosto 1862 sull’Aspromonte, il bersagliere spezino Luigi Ferrari obbedisce all’ordine di fermare Garibaldi, ma – appunto – gli spara ad una gamba scegliendo di non ucciderlo. Ad accorrere in primo soccorso e nella successiva cura è l’allora nemmeno trentenne Enrico Albanese, medico chirurgo formatosi a Palermo. Alla causa del Risorgimento, però, non presta soltanto le sue alte qualità medico-chirurgiche, ma anche quelle di combattente, partecipando a diverse campagne.>>

Ma che cosa rende Albanese un illustre tra i Palermitani? E perché Cervello è da annoverare fra gli annali dei benefattori della città? Leggetelo nel resto dell’articolo!

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