Quando la rivoluzione costa: la tassa su finestre e balconi di Sicilia

Confesso che questo episodio della storia palermitana (e siciliana) mi ha fatto sorridere! Siamo avvezzi alla lamentela verso le tasse inique, vetuste, eccessive, etc etc. E commettiamo magari l’errore di credere che sia una faccenda moderna, un cattivo vezzo della politica recente. Poi, invece, cerco cerco e scopro che dacché mondo è mondo le tasse sono sempre state causa di insoddisfazione e, soprattutto, di tentativi di eluderle. Anche estremi! Come quello che racconto nel mio ultimo articolo su .itPalermo e che racconta di quella volta in cui, per sostenere il governo regionale in difficoltà, si decise di tassare l’aria e la luce che entrano nelle case. Non mi credete? Allora ho davvero fatti bene a scrivere l’articolo!

Estratto da “Collezione di leggi e decreti del general Parlamento di Sicilia nel 1848"
Estratto da “Collezione di leggi e decreti del general Parlamento di Sicilia nel 1848″

<<Come reagireste se al tg dessero notizia della decisione del Governo – intenzionato a sanare il debito pubblico – di elevare una tassa su finestre e balconi? Sì, leggete bene: un bel balzello regolare sulle prese d’aria e luce delle vostre case per rimpinguare le casse statali. Immaginiamo già gli accesi dibattiti nei salotti più o meno politici della Tv. E ancor di più i feroci anatemi sui social, inneggianti a fantomatici tempi in cui si stava meglio (quando si stava peggio) e contro uno Stato che non tutela gli Italiani. E che tirerebbero in ballo l’annosa questione delle accise sulla benzina, vestigia anacronistiche di guerre africane. Ecco: il binomio tasse più guerra è la porta giusta che ci introduce nel nostro racconto odierno su un pezzo di storia siciliana di qualche tempo fa. La storia, appunto, di quando Palermo e la Sicilia si svegliarono esclamando: una tassa su finestre e balconi?!

Guerra chiama tasse

Lasciateci iniziare questo C’era una volta con una cornice storica. La Palermo è quella del 1848, anno importante per la storia siciliana e – di riflesso – per quella italiana. Durante la dominazione borbonica lunga secoli, la Sicilia e Napoli erano stati considerati sì parti integranti di unico regno ma ognuno con proprie istituzioni. Ciò aveva sicuramente contribuito a mantenere un funzionale equilibrio politico. Fu all’inizio del XIX secolo, esattamente nel 1816, che le cose cambiarono. La promulgazione della Legge fondamentale del Regno delle Due Sicilie diede vita a una nuova entità statuale, nella quale gradualmente la Sicilia rischiò di perdere la propria personalità. I Siciliani non la presero bene, a nessun livello sociale, e i Vespri insegnano come reagiscano gli Isolani quando il dominatore di turno esagera. L’annientamento dell’autonomia secolare a favore del predominio napoletano, un crudo regime poliziesco al limite del crimine, povertà e gravi pestilenze crearono un mix esplosivo.>>

Continuate a leggere per scoprire come nacque, dalla rivoluzione, la necessità di una tassa su finestre e balconi!

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