Buca della Salvezza e Scopariote, antiche guerriere palermitane

Davvero è sorprendente quando ti rendi conto che della tua città non smetterai mai e poi mai di scoprire aneddoti appassionanti! Da quando scrivo per .itPalermo colleziono conoscenze di ogni tipo, dall’arte alla storia, dall’architettura alle curiosità. A questo si aggiunga la conoscenza quotidiana, di chi vive la città strada dopo strada, e il quadro è completo. Per il mio ultimo articolo ho rivalutato qualcosa, anzi qualcuno, che – lo confesso – ho sempre guardato un filino dall’alto verso il basso. Mea culpa! Di chi parlo? Delle donne popolane, coloro che non si vergognano di esternare le proprie emozioni, e il proprio carattere, per le strade del quartiere, anche quando l’esternazione finisce in zuffa! Come le ho rivalutate? Venendo a conoscenza di un aneddoto che risale a qualche tempo fa, a quando Palermo si ribellò al giogo borbonico che si era fatto troppo stretto. Era l‘aprile del 1848, la circostanza fu chiamata Rivolta della Gancia, il fulcro è una Buca della Salvezza e tra i protagonisti ci sono loro: le Scopariote!

Lite di donne di strada – Bartolomeo Pinelli (1830) https://genusbononiae.it/

<<La storia di Palermo – come quella dell’umanità intera – non è certo fatta soltanto dai grandi eventi. Ne esistono, piuttosto, una miriade di minori; episodi divenuti col tempo aneddoti quasi leggendari. Oggi ve ne raccontiamo uno che ci porterà nel cuore della Kalsa e che parla di quanto astute siano le donne palermitane. La nostra storia, infatti, ruota attorno ad una buca della salvezza e all’impetuosa indole di alcune popolane.

La Rivolta della Gancia

Venti di rivolta

Le premesse della nostra storia hanno i connotati dei grandi eventi. Siamo nel 1860, in pieno Risorgimento italiano. Grandi impulsi attraversano la Penisola e le Isole nell’anelito che porterà all’Unità d’Italia. A Palermo – come in tutta la Sicilia – il Governo è ancora in mano ai Borboni. Non nuova ai venti di rivolta, la città respira aria di ribellione al comando spagnolo. Il comitato rivoluzionario di Palermo progetta grandi eventi per ribaltare la monarchia borbonica e liberare la città dal giogo straniero. Gli animi sono caldi, l’occasione sembra propizia, l’ispirazione si propaga rapida e forse incauta. L’innesco viene dato il 3 aprile, quando, nelle colline di Boccadifalco che fronteggiano Baida, un gruppo di rivoluzionari armati affronta coraggiosamente un battaglione del Real Esercito delle due Sicilie. La battaglia è cruenta, l’effetto sorpresa sembra dare speranza agli antiborbonici, ma Simonetti – capitano dell’esercito – tiene uniti i suoi uomini e l’attacco rivoltoso è infine domato.>>

Continuate a leggere!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.