Il sacro custode di Palermo: Monte Pellegrino

Io a Palermo non ci sono nata, per una delle anarchiche casualità della vita. Ho, però, sempre desiderato viverci. Così ero felice quando nei fine settimana ci andavo con la mia famiglia, dai nonni. Due cose mi facevano sentire a casa, arrivando: la biga di Apollo del Politeama e Lui, il massiccio custode di Palermo – Monte Pellegrino. Non è facile descrivere la sensazione che da allora mi dà, ancora adesso che ormai da così tanti anni il mio desiderio di vivere a Palermo si è realizzato. Non è solo quella sensazione calda e rassicurante di familiare, di bello, di eterno. È anche quella percezione di sacralità che mi tocca e mi avvolge anche a distanza. Davvero come se esso stesso fosse una divinità. C’è qualcosa di magico nel sentirsi intimi alla natura e alla sua bellezza!

Monte Pellegrino © Patrizia Grotta
Monte Pellegrino visto da Mondello ©Patrizia Grotta

Ecco perché ho voluto dedicare proprio al mio bellissimo Pellegrino l’ultimo articolo su .itPalermo. Vi troverete qualche curiosità, un paio di note dolenti e soprattutto la mia devozione per Lui.

<<Vedetta eterna su Palermo, aspra, misteriosa, eppure familiare ed accogliente. Il più bel promontorio del mondo, che incantò Goethe e altri protagonisti dei gran tour in Sicilia tra il XVII e il XIX secolo. Custode delle reliquie di Santa Rosalia e della sua statua dalla dolce posa, talmente perfetta da sembrar vera. Riserva naturale orientata insieme al Parco della Real tenuta della Favorita. È Monte Pellegrino, il più suggestivo e noto fra i Monti di Palermo. Ricco di storia, natura e mito, è fonte inesauribile di fascino e curiosità.

Di nome in nome

Quando, durante la prima guerra punica, il geniale generale Amilcare Barca vi cercò un alleato, il Monte lo fu per ben tre anni. Tanto che i Romani lo chiamarono Mons “Peregrinus”, ovvero “ostile”, nonostante la sua modesta altura (circa 609 metri). I fianchi montuosi, infatti, pieni di anfratti e grotte, erano eccellente base sicura per l’esercito cartaginese che difendeva Palermo dall’invasione romana. A proposito di Fenici, un’ipotesi interessante collega a Monte Pellegrino (e agli altri attorno Palermo) il nome originario della città. Il Panhorm, che con i Greci assunse significato di “tutto porto”, potrebbe essere connesso al punico “pan-horm”, ovvero “cinto da rupi”. Torniamo al Monte e ai Greci, che, sottolineandone la ripidezza, lo chiamavano Εἱρκτή (Heircte). Cambiando parametro di denominazione, gli Arabi lo chiamarono prima Gebel Grin (Monte Vicino), che poi divenne Bel Grin. I Palermitani lo chiamano Munti Piddirinu, con l’affetto e la devozione che il suono richiama.>>

Continuate a leggere!

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