La mia storia con le parole

Sin da bambina sono stata un’insaziabile divoratrice di qualsiasi cosa mi passasse davanti agli occhi, addirittura a volte in automatico, senza rendermene conto e mi trovo già nel bel mezzo della… opss! Un momento, non vorrei che si stesse creando un equivoco: è di parole che sto parlando, non di cibo 😀

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…ehm… la lettura di certo alimenta il fuoco della vita… 😀

Prima di saper leggere, rompevo le scatole a mia madre perché mi leggesse lei qualsiasi scritta avessimo la ventura – soprattutto per lei, povera – di incontrare, dall’insegna dei negozi ai manifesti sui muri della città, alle etichette sui cibi e alle targhette dei citofoni.. povera madre, un incubo per lei! Per me, invece, una fame insaziabile, una curiosità che sconfinava nell’assoluta fascinazione. Parole parole parole, di questo il mondo era fatto e di questo io mi nutrivo.

Per fortuna (di mia madre) ho imparato a leggere molto presto, deliziandomi sulle avventure di Noi Qui Quo Qua, librone a fumetti sulle avventure del miiitico mondo dei paperi. Spendevo la mia paghetta di bimba in Topolini*. Gli adulti regalavano alle mie sorelle maggiori collezioni di libri per ragazzi, ma ero io a carpirli e a consumarne con gli occhi ogni riga. Ho perfezionato le capacità di lettura (e alimentato il serbatoio della mia fantasia) su Vicky il Vichingo di Runer Jonsson (molto prima del cartone animato), lo zoo del Dottor Dolittle (in tempi ben lontani dai film con Eddie Murphy), Winnie the Pooh (molto prima del suo boom mediatico) I figli del Capitano Grant, Capitani coraggiosi, Viaggio al centro della Terra e Mille leghe sotto i mari e via e via dicendo… e leggendo. Crescendo ho ampliato e approfondito il mio terreno di caccia, muovendomi fra opposti come Thomas Mann, Gabriel García Márquez, Lars Kepler; e in mezzo tutti quelli che ci possono stare, senza rifiutare a priori e con pregiudizio un genere di lettura.

Inevitabile che questo pieno di parole mi spingesse precocemente anche a scrivere! A parte il diario personale (iniziato a nove anni e mezzo), il mio primo romanzo è databile alla mia età di undici anni . Con grande rammarico, ho perso il manoscritto di quell’opera prima durante un trasloco 😦 Dubito che si tratti di una grave perdita per la storia della Letteratura mondiale, ma di certo mancherà per sempre un tassello fondamentale nella ricostruzione della mia cronobibliografia. Volete che ve lo racconti? Era una storia drammatica ambientata su una nave da crociera, una via di mezzo fra Titanic e Love Boat, in cui gli umili assurgono come coraggiosi e i superbi rivelano le loro debolezze. No, ok, non ve lo racconto 😀 anche perché poco ricordo io stessa. Tengo a precisare però che, all’epoca in cui io lo scrissi, non conoscevo ancora la storia del Titanic e che non mi era ancora entrato nel cervello il motivetto mare profumo di mare, con l’amore io voglio giocare…

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Due dei miei romanzi, quelli pronti per un editore!

Prima lette nei libri del mio cuore, poi scritte nei miei romanzi,  anche professionalmente usate nel mio studio di terapia o nei laboratori psicocreativi; comunque parole, sempre loro, indefesse compagne e fedeli guide.

Credo che loro amino me, come io amo loro, in un reciproco rispetto e affetto che si alimenta ad ogni goccia d’inchiostro e ad ogni dito su tastiera. E sono certa che questo vero amore non finirà mai.

Grazie.

*Naturalmente possiedo ancora i miei Topolini e la copia  consumata ma adorata di Noi Qui Quo Qua 😀

 

 

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